Il mondo nuovo – Ritorno al mondo nuovo

Il mondo nuovo - Ritorno al mondo nuovo Book Cover Il mondo nuovo - Ritorno al mondo nuovo
Aldous Huxley
Mondadori
2000
9788804487807

“…accompagnata da una battaglia contro il Passato; dalla chiusura dei musei; dalla distruzione dei monumenti storici (fortunatamente la maggior parte di essi era stata rovinata durante la Guerra dei Nove Anni); dalla soppressione di tutti i libri pubblicati prima del 150 di Ford” (Huxley, “Il mondo nuovo”, capitolo III).

Anno Ford, 632. Uomini e donne tipificati. Tre i dogmi della società del Mondo Nuovo: Comunità, Identità, Stabilità. Per i riottosi, i dubbiosi e i dissidenti c’è un rimedio infallibile: la somministrazione del soma, droga affidabile, tranquillante, vagamente allucinante e infine stimolante.

Gerarchie rigidissime: ogni essere umano appartiene a una delle cinque classi: dagli Alfa agli Epsilon, netta la differenziazione delle competenze, delle attitudini, della stessa fisicità. Perché non devono più esistere donne “vivipare”: si nasce in provetta, all’insegna d’un totale controllo delle nascite e d’una primitiva manipolazione genetica. La demografia ha suggerito un controllo implacabile della natalità: il numero dei cittadini deve rientrare entro una soglia prestabilita e invalicabile, per non alterare i preziosi equilibri del sistema. Al di fuori del Mondo Nuovo, la Riserva: dove piccoli branchi di esseri umani continuano a vivere come prima dell’avvento del Profeta e del Dio della rinnovata umanità, Ford.

Nel Mondo Nuovo, non hanno più ragione di esistere le parole “padre” e “madre”: tutti appartengono a tutti. Non esistono limiti all’attività sessuale, non esiste esclusività nelle relazioni e non è contemplata alcuna forma di individualismo: ognuno è sottoposto e sottomesso al bene (?) e al volere della Grande Azienda-Stato.

L’arte e la scienza sono state bandite: bruciati i libri scritti prima dell’Avvento di Ford, ripudiate le conoscenze scientifiche che potevano pregiudicare l’equilibrio e la serenità del sistema, rimosse e rinnegate le antiche divinità e le antiche religioni. Non può esistere ribellione, perché s’è dissolto il dubbio e s’è vanificata autentica coscienza di sé. L’uomo è un ingranaggio nella comunità: qualunque differenziazione non prevista e contemplata dall’ordine e dalla gerarchia del Mondo Nuovo va sradicata e disintegrata. Il soma è oppio, consolazione, estasi: rimedia a quel che il condizionamento, l’ipnopedia e il conformismo non han saputo cementare nella psiche di ogni individuo.

1931. Aldous Huxley s’avventura in una letteratura fantastica apocalittica e tristemente profetica. Per esorcizzare i suoi incubi, per neutralizzare le sue angosce, per satireggiare sulle (allora) tendenze totalitaristiche del suo tempo. Ma: “Quando scrivevo 'Il mondo nuovo', ero convinto che ci fosse ancora tempo, e parecchio. La società totalmente organizzata, il sistema scientifico delle caste, l’abolizione del libero arbitrio mediante il condizionamento metodico, la soggezione resa accettabile grazie alla felicità indotta chimicamente, a dosi regolari, l’ortodossia martellata in capo alla gente, coi corsi notturni di insegnamento ipnopedico: tutte cose a venire, certo; ma non nei tempi miei, e nemmeno nei tempi dei miei nipotini (…) Ventisette anni più tardi (…) io sono molto meno ottimista di quel che pensassi. Le mie profezie del 1931 si avverano assai più presto di quel che pensassi”, scrive Huxley nel primo capitolo del saggio “Ritorno al mondo nuovo”, Sovrappopolazione. E questa è probabilmente la prima ragione dei vari e apprezzabili sarcasmi che dilettano un lettore altrimenti abbattuto e atterrito da una narrazione d’un futuro abulico, apatico, asfittico e degradante. Ma la satira che si respira ne “Il mondo nuovo” è figlia del sorriso di scherno di chi è inconsciamente persuaso che la sola “anticipazione” di trasformazioni di questo genere può contribuire a evitare che esse accadano: ed è perfino plausibile in un occidentale che ancora si trovava al riparo (non all’oscuro, evidentemente, almeno a livello intuitivo) dalla tragica esperienza dei regimi totalitari. Ecco allora il bisogno di spiegare, nel saggio pubblicato a quasi trenta anni di distanza, che fin troppe delle esasperazioni e delle iperboli che attraversavano il suo romanzo s’erano incarnate in una realtà inumana e schiacciante. E che dunque era necessario prendere coscienza dei futuri rischi: interiorizzare definitivamente il messaggio, congegnare delle contromisure.

In altre parole, prepararsi a “resistere”. “Resistere” è la parola che chiude l’edizione italiana de “Il Mondo Nuovo”. Libro che ammette l’opportunità che le nuove dittature e i nuovi regimi sappiano mascherarsi da democrazie nel controllo e nell’esercizio del potere: libro che ammonisce a proposito della detenzione del potere mediatico, e che ricorda quanto influì la comunicazione di massa nella scalata al governo del nazionalsocialismo.

Vari personaggi del romanzo hanno nomi parlanti: Lenina e Bernardo Marx sono i protagonisti principali, assieme al Selvaggio della riserva. Nel saggio, corrisponde all’onomastica sovietica del primo libro il richiamo diretto a Mussolini e Hitler. Inutile tentare letture capziose o faziose dei libri di Huxley: il suo è il lamento dell’individuo che muore sotto il peso micidiale del regime che massifica, appiattisce e cancella intelligenza e sensibilità: è il rabbioso grido di dolore dell’umanità che rifiuta imposizioni e gerarchie, è la più pura voce della libertà.

Madre, monogamia, romanticismo. Alta schizza la fontana; furioso e spumeggiante è il getto violento, la pressione ha un’unica via d’uscita. Amor mio, bambino mio. Non c’era da stupirsi che quei poveri premoderni fossero pazzi e malvagi e miserabili. Il loro mondo non permetteva loro di prendere le cose per la via più semplice, non permetteva loro di essere sani di spirito, virtuosi, felici. E con le madri e gli amanti, con le proibizioni alle quali non erano condizionati ad obbedire, con le tentazioni e i rimorsi solitari, con tutte le malattie e il dolore che li isolava senza fine, con le incertezze e la povertà, essi erano costretti a sentire fortemente. E sentendo fortemente (fortemente, oltretutto, in solitudine, in un disperato isolamento individuale) come potevano essere stabili?” (“Il mondo nuovo”, cap III).

In difesa della fantasia, dell’immaginazione; a tutela del dubbio, e della diversità; al fianco dei diversi, e degli emarginati; nel nome della libertà e dell’unicità d’ogni individuo, nel sostegno della legittimità delle ribellioni; dedicato a chi rivendica il proprio sentire, e l’opportunità di sostenere la società dai margini e per vie laterali. Senza esibire la solidarietà, senza ostentare l’adesione al bene comune, senza accettare l’annullamento di se stesso nel nome della volontà e del potere di un gruppo.

Rivolto a chi non riconosce i nefasti effetti dell’aziendalismo dello Stato e del culto del consumismo e del nuovo a ogni costo; a chi s’immerge nella palude e nel fango delle gerarchie senza dimenticare d’essere vivo, d’essere unico, d’essere uomo. Dedicato a chi accetta il lavaggio del cervello di chi parla per vendere e per convincere, e non per confrontarsi e per capire.

Huxley ha disegnato un sentiero: la resistenza. Resistete, ed esistete. Nel frattempo, il suo Selvaggio muore suicida, ossessionato dall’invadenza degli umanoidi del Mondo Nuovo. Leggeva Shakespeare e aveva fede nella natura dell’uomo, nel tempo in cui c’era (c’è) chi rivendica l’etica e la filosofia di un insufficiente consumo.

La parola padre (non essendo tanto oscena – in ragione della distanza che il termine implicava in rapporto ai segreti ripugnanti e immorali del parto – quanto semplicemente grossolana, una sconvenienza scatologica piuttosto che pornografica) allentò quella ch’era divenuta una tensione assolutamente intollerabile. Delle risa scoppiarono, enormi, quasi isteriche, raffica dopo raffica, come se non dovessero più fermarsi. 'Padre mio!' ed era il Direttore! 'Padre mio!' Oh Ford, oh Ford! Era veramente troppo straordinario. I clamori e le raffiche di risa si rinnovarono, le facce sembravano sul punto di scoppiare, le lagrime scorrevano. Sei altre provette di spermatozoi furono rovesciate. 'Padre mio!'” (Huxley, “Il mondo nuovo, capitolo X).

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Aldous Huxley (Godalming, Surrey, 26 luglio 1894 / Hollywood, California, 22 novembre 1963), poeta, saggista e romanziere inglese.

Aldous Huxley, “Il mondo nuovo – Ritorno al mondo nuovo”, Mondadori, Milano, 1971. Traduzione di Lorenzo Gigli e Luciano Bianciardi. Introduzione di Giuseppe Gadda Conti.

Prima edizione: “Brave New World”, 1932. Il libro, vuole la leggenda, fu composto in quattro mesi nel 1931.

Gianfranco Franchi, novembre 2003.

Prima pubblicazione: Lankelot.