L’anno della lepre

L'anno della lepre Book Cover L'anno della lepre
Arto Paasilinna
Iperborea
2002
9788870910407

Estate di San Giovanni, Helsinki, 1975. Un giornalista e un fotografo, depressi e delusi dalla vita, stanno tornando a casa, viaggiando indifferenti e stanchi, quando una lepre attraversa la strada. Viene investita. Il giornalista scende per curarla, laggiù, nel buio della radura dove s'è rifugiata. Il fotografo, stizzito e smanioso, lo richiama. Devono ripartire. Ma il giornalista non torna indietro. E così siamo rimasti qui, dice alla lepre, mentre la coccola e la conforta.

Così comincia la storia di Kaarlo Vatanen, giornalista classe 1942 – proprio come Paasilinna – e della sua fuga dalla realtà, dalla quotidianità e dagli sbagli del suo presente. Via da una moglie egoista, che forse non l'ha amato mai, via da un lavoro che s'è ridotto a essere la pallida fotocopia del suo ideale (“Il giornale andava bene, ma l'informazione non passava, veniva annacquata, camuffata, ridotta a una storiella superficiale”, p. 24), via dalla ripetitività e dalla falsità della sua vita cittadina. Via, nella natura, assieme alla lepre. Per guarire entrambi, ognuno dal proprio male.

Kaarlo si rifugia in un villaggio, da quelle parti; fa curare la bestiola. E di qui ha inizio il suo vagabondaggio per laghi, foreste e paesi della sua terra, in cerca d'una rigenerazione e d'una guarigione dal male – dal suo male interiore. Incontrerà poliziotti animalisti e strani ubriaconi (nel bel mezzo d'un incendio), sacerdoti con fucile d'ordinanza per il tiro alla lepre (in chiesa), maestri di sci pagani in via di sacrifici d'eccellenza (ma la lepre scampa), commissari depositari della verità sulla sostituzione del Presidente Urho Kekkonen, zingare in vena di facili pronostici, amorazzi clandestini, coraggiosi ma sfortunati orsi, squallidi funzionari sovietici; s'abituerà così bene alla vita all'aperto che dormirà male in un buon letto. Infine, nelle ultime battute che sembrano un omaggio diretto a “Qualcuno volò sul nido del cuculo” (libro di Kesey, film di Forman), guadagna una magnifica, onirica e romantica libertà.

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Secondo Fabrizio Carbone, autore dell'introduzione, “L'anno della lepre” sintetizza tutte le caratteristiche della letteratura finnica contemporanea: “uno sfondo di leggera tristezza e di velata malinconia, un paesaggio intorno di precisa connotazione naturalistica, un dialogare asciutto, essenziale, incalzante. E poi l'amore per il paradosso, per il dissacrante portato fino all'esasperazione; la passione per il surreale che è poi gioco” (p. 8).

“L'anno della lepre” conquista e seduce per la sua leggerezza, per l'ambientazione, per la struttura a sketch – come per strisce d'un fumetto – della narrazione, per la profondità e per la stravaganza. Come se non bastasse, è la rappresentazione del sogno nel cassetto di tanti uomini di trenta, quarant'anni; quello di riuscire a spezzare e interrompere tutto quel che non va e che sembra sbagliato nelle loro vite, ritrovando la propria individualità e i propri grandi amori. È un sogno di libertà, autonomia e rigenerazione, scritto da uno che sembra proprio condividere riga per riga stranezze e originalità del suo protagonista.

Il romanzo è diventato – a quindici anni circa dalla prima edizione italiana, 1994 – un piccolo classico; la fortuna del libro ha convinto Iperborea a pubblicare buona parte della ricca produzione di Arto Paasilinna. Segno che questo “Anno della Lepre” ha saputo pizzicare nel vivo le corde dello Zeitgeist, segno che la letteratura di qualità seduce e conquista i lettori forti proprio come nelle favole. Questa è una di quelle che dovreste e potreste amare più a lungo. Innamorarsi di un romanzo del genere è facile, dimenticarsene sinceramente complesso. Amabile.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Arto Paasilinna (Kittilä, Finlandia 1942), scrittore finlandese. Ex guardaboschi, ex giornalista, ex poeta.

Arto Paasilinna, “L'anno della lepre”, Iperborea, Milano 1994.
Traduzione di Ernesto Boella. Introduzione di Fabrizio Carbone.

Prima edizione: “Jäniksen vuosi”, 1975.

Gianfranco Franchi, gennaio 2010.

Prima pubblicazione: Lankelot.