L’angoscia delle macchine e altre sintesi futuristiche

L' angoscia delle macchine e altre sintesi futuristiche Book Cover L' angoscia delle macchine e altre sintesi futuristiche
Ruggero Vasari
duepunti
2009
9788889987308

“È ora di finirla con l'arte programmatica! L'accademico Marinetti mi mostri una sua opera dove c'è l'esaltazione della Macchina! Non solo non ne ha prodotte, ma aggiungo è impotente a produrle. Tutte le sue opere (parlo proprio delle ultime!), sono 'languidori' passatisti, sono sentimentalismi e romanticismi alla De Musset, sono sensualismi ed erotismi assolutamente superati! (…) Io vado al di là del Futurismo perché mentre da un lato esalto la macchina dall'altro ne provo orrore! E perché? Perché la meccanizzazione distrugge lo spirito! Quando lo spirito è morto, anche l'uomo è morto o resta l'automa senza vita, senza desideri, senza gioie (...)” (Lettera di Vasari a Gugliemo Jannelli, 1931. Cfr. Postfazione a questa edizione di Maria Elena Versari, p. 143)

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Scopriamo, grazie a questa nuova edizione Duepunti, l'arte del futurista siciliano Paolino Ruggero Vasari, messinese classe 1898, nemico della retorica marinettiana. Sopravvissuto al terremoto di Messina, fondatore del gruppo futurista di Santa Lucia del Mela, voleva laurearsi in Giurisprudenza con tesi sulla “Personalità della prostituta”; la commissione dell'Università di Torino respinse la sua proposta. Si laureò a Roma con una tesi sui “Recidivi e l'idoneità della pena”. Rimase affascinato dal tema della prostituzione: la Versari, nella postfazione, accenna allla raccolta di testi teatrali “Tre razzi rossi”, poi confluiti nella “Mascherata degli impotenti” (1923). Fu particolarmente attivo a Berlino negli anni Venti, partecipando alla vita culturale della capitale espressionista; coordinò “Die Grosse Futurische Kunstausstellung” (“La grande mostra d'arte futurista”) nel 1922 e animò una galleria che ospitò Boccioni, Depero, Prampolini. Fondò e diresse il periodico “Der Futurismus”. A Parigi scrisse “L'angoscia delle macchine”, che avrebbe dovuto essere tradotta da Tzara in francese (p. 155). Una parte del testo venne pubblicata in tedesco su “Der Sturm” nel 1925. Quindi, apparve in IT sulla rivista “Teatro” e in volume per le Edizioni Rinascimento di Torino.

Più avanti, Vasari organizzò nuove esposizioni d'arte italiana a Vienna (1935) e fondò un'agenzia di informazione per la stampa, Centraleuropa. Tornò in Italia alla fine degli anni Quaranta e rimase volontariamente dietro le quinte, ritirandosi dalle scene; morì a Messina nel 1968, dopo aver collaborato con generosità ai “primi tentativi di storicizzazione del futurismo italiano”, animati da una nuova generazione di studiosi; primo di loro, Mario Verdone.

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L'edizione Duepunti include tre opere: gli spettacoli teatrali “L'angoscia delle macchine”, “Raun” e “La mascherata degli impotenti”, completa di “interferenze grafiche di Prampolini. Qualche cenno almeno sulle prime due.

“L'angoscia delle macchine” è una stravagante distopia sessista. Le donne sono un “sesso inutile ormai relegato nel vecchio continente”: nessuno sente più desiderio di loro, neanche come schiave. Bacal e compagni, adoratori del dio macchina, sognano nuove guerre: vogliono essere grandi creatori e grandi distruttori. Le donne rifiutano l'esclusione, desiderano essere ospitate nel loro nuovo mondo; in caso contrario, sarà guerra. Sono pronte a tutto. Non possono sopportare di perdere i loro diritti; vogliono tornare a generare eroi. I maschi resistono, apparentemente. Lugubre e ragionevole l'epilogo.

“Raun” ha di simile la stravagante percezione dei confini tra i sessi, in questo contesto meno determinante. In un futuro indefinibile – l'era della macchina – la società di Raun è divisa in ergoni ed iniziati; gli ergoni sono i lavoratori, sorta di unità neutra, estranea ai generi; per loro il lavoro è la sola pace. Gli iniziati costituiscono l'elemento intellettuale, dominante; e diversamente suddiviso tra uomini e donne. Volan ha costruito una torre (babelica) “per dire agli Iniziati: superatemi! Per dire a Raun: Volan volle!” (p. 40); sua ispiratrice è stata Sacar, di cui è innamorato. Volan la sente come la Grande Prostituta (“la vita pericolosa – l'ardimento che si paga col sangue – la bocca pregna dell'odore di altri maschi – sa baciare come vergine (…) è la demolizione”, p. 46); per lei è pronto a ogni cosa. Ma poi decide di abbattere la torre, perché preferisce stare in basso, là dove gli uomini soffrono, perché le macchine – la loro più terribile invenzione – stanno distruggendo il loro spirito.

“C'è qualcuno che vuole distruggere la torre per salvare questa umanità che non ha più nulla di umano – questa umanità accecata dall'orgoglio e dalla potenza – questa umanità che ha dimenticato che esiste il sentimento – l'amore – la pietà” (p. 48).

Il suo allievo, Sillan, sobilla il popolo – gli ergoni – contro di lui; invano. Le macchine stanno per prendere il posto dei lavoratori, definitivamente, spogliandoli dell'anima. Volan vuole difenderli. All'orizzonte, come scoprirete, un viaggio pionieristico per conquistare Marte, e un allegorico, proibito amore. Fermiamoci qua.

“Come aveva insegnato il Nietzsche della 'Seconda considerazione inattuale – scrive la curatrice nella postfazione – vita è agire e vita è dimenticare, e proprio attraverso il riemergere di una memoria, che è personale ed ancestrale insieme, i protagonisti de 'L'angoscia delle macchine' e di 'Raun' abbandonano progressivamente la fede nel vitalismo astratto della macchina, nuova divinità futurista” (p. 139).

Vasari è un laterale molto affascinante, sino a oggi – 2009 – ampiamente estraneo alla cultura mainstream; coraggioso nemico dell'idolatria marinettiana nei confronti delle macchine, l'artista messinese ha giocato il difficile ruolo dell'oppositore interno al movimento (futurista) per rappresentare la sua umanissima visione della realtà, e della nostra specie. Recuperarlo non appaga soltanto le curiosità dei bibliofili; restituisce almeno un briciolo di simpatie luddiste.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Paolino Ruggero Vasari (San Filippo del Mela, Messina 1898 - 1968), poeta, drammaturgo e gallerista italiano, laureato in Giurisprudenza. Fondò e diresse il periodico “Der Futurismus”.

Ruggero Vasari, “L'angoscia delle macchine e altre sintesi futuriste”, Duepunti, Palermo 2009. A cura di Maria Elena Versari.

Gianfranco Franchi, novembre 2009.

Prima pubblicazione: Lankelot.